presenta
24 – 25 luglio 2009 ore 21,30
AUDITORIUM MECENATE
LARGO LEOPARDI (VIA MERULANA) ROMA
e
il 26 luglio ore 21
al Parco Collina della Pace
via Casilina Km 18 - Roma
Compagnia Sosta Palmizi - Neraonda
- vedi link di Pudigajaca per ulteriori informazioni sulla rassegna OttoEbrezze -
EDIPO E LA PIZIA
di Lucia Poli

liberamente ispirato a un racconto di Dürrenmatt
con
Lucia Poli
e
Giorgio Rossi
una produzione
Compagnia Sosta Palmizi
Coreografie Giorgio Rossi
Oggetti scenici
e costumi Tiziano Fario
Musiche originali Andrea Farri
eseguite dal vivo
“Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi, Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere.....”
Da questo curioso incipit del racconto di Dürrenmatt “La morte della Pizia”, prende spunto lo spettacolo recitato e danzato da Lucia Poli (la Pizia) e Giorgio Rossi (Edipo), accompagnati in scena da quattro musicisti. Ma il testo teatrale si distacca ben presto dalla matrice originaria e sviluppa in autonomia lo strano rapporto tra la Pizia e Edipo, rivisitando il mito classico. La visione è irriverente, non certo allo scopo di farne una burla, ma per riproporre oggi, con la profonda leggerezza dell’ironia, l’eterno dilemma del senso del destino umano: sono gli dèi a guidare i nostri atti? O è il libero arbitrio degli uomini? O semplicemente il caso?
Edipo, dopo aver ricevuto il terribile oracolo della Pizia – un oracolo che
lei dichiara avere inventato di sana pianta per pura bizza – ne viene
influenzato e compie il suo atroce destino: uccide il padre e sposa la
madre. Perché? Ci chiediamo da sempre. Quale volontà sta dietro ai suoi
atti? La risposta è che il Mistero abita il mondo e guida la storia. La
Pizia è una pazzerella sfrontata e beffarda che distribuisce sentenze con
scandaloso senso dell’umorismo, non crede che la ragione umana possa
incidere sulla realtà e modificarla, né d’altra parte confida nel divino. Il
suo agnosticismo ne fa un personaggio moderno, o piuttosto un simbolo del
dubbio eterno e del privilegio della fantasia. Il mondo appare un mostro che
si modifica da sé facendo continuamente nuove smorfie.
Lo stile del “grottesco”, del “mostruoso”, del “fantastico”, attraversa lo spettacolo con le sue valenze di gioco e di sberleffo, appaiono maschere e pupazzi che danzano con gli attori e si sostituiscono ad essi. Ma ci sono anche momenti di riflessione, di buio, di sperdimento. La musica, che accompagna i gesti, le movenze e le parole dei due protagonisti, contribuisce a rendere corpose e comunicative le varie emozioni.
ingresso libero per tutte e tre le date
prenotazione obbligatoria per Auditorium Mecenate allo 06.06.08
per informazioni
SOSTA PALMIZI
tel. 0575 630678
info@sostapalmizi.it www.sostapalmizi.it



