"Sono diventato Etero!"
 

 

                           

millelire teatro

 

        

 

 

 

home

teatro

immagini
video
il condominio
altro
contatti
links

 

 

 

presenta

Note dell'autore

 

    In “Sono diventato Etero!” le tre forti personalità dei personaggi  le loro subdole trovate per prevaricarsi a vicenda.

L’egoistico amore della madre, la ribellione del figlio e l’amico che ama l’amore.

 

 

 

 

 

 

 

        “Sono diventato Etero!” nasce grazie a personaggi reali che ho incontrato e frequentato. Naturalmente, loro, non si riconosceranno perché sono proprio come Marco, Isabella e Dodo. Infatti, come i personaggi della mia commedia, hanno la capacità di vivere solo secondo il loro punto di vista.

         Isabella, per esempio, ha un concetto abbastanza distorto nell’esprimere e dimostrare l’amore per suo figlio. Fa molta confusione quando dichiara di agire solo per il bene del proprio figlio. E’ un voler bene piuttosto egoistico e non se ne rende conto. Marco, dal canto suo, non è altro che una ribellione alla dittatura di una madre e, di conseguenza, agisce secondo gli schemi a lui insegnati. Dodo è l’unico a credere e sperare nell’amore incondizionato ed è disposto a mentire pur di non perdere la sol minima speranza di un amore supremo!

Ebbene, grazie alla reale Isabella - la quale non è altro che un concentrato di mamme esistenti - che si può raccontare una storia apparentemente assurda ma possibile. Marco, appare chiaro, è il risultato di cotanto amore.

Ai tanti Dodo che ho conosciuto - alcuni li frequento ancora - sono profondamente grato per avermi dato la possibilità di credere ancora nell’amore e, soprattutto, nel prossimo anche se non del tutto sincero.

Concludendo, la vera magia è stata la complicità di tutti coloro che sono stati coinvolti nella messa in scena di Sono diventato Etero! che è stata resa possibile al loro grande impegno e alla loro competenza professionale. Hanno accettato la sfida senza porsi troppe domande. Il grazie più grande va a loro!       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BREVE NOTA DI PRESENTAZIONE

 

Ecco cosa succede quando il “cordone ombelicale” non è stato reciso a dovere: una madre attaccata a vita.

Marco è il figlio omosessuale ideale che una madre possa desiderare; nessuna tendenza al travestitismo o a mestieri prettamente gay; nessun tipo di ghettizzazione o schieramento a comunità alternative. Equilibrato nelle sue tendenze, per niente effeminato o con manie sul tipo di cremine da usare e tanto meno sul tipo di abbigliamento ricercato da indossare. Insomma, un maschietto a tutti gli effetti se non fosse per la sua omosessualità! Omosessualità accettata, in primis da lui stesso, ma soprattutto dalla sua famiglia, dai parenti e dai vicini…

Tutti felici della sua felice condizione di omosessuale vissuta senza fantasmi del passato come traumi infantili o cicatrici indelebili segnati da una confusione… sessuale. Convinto e felice… Se non fosse per Isa… Isabella, sua madre: ostacolo da una vita; “interferenza” costante; assillante all’ennesima potenza proprio come… una madre. Sempre schierata dalla parte del proprio figliolo, orgogliosa dell’omosessualità del suo unico figlio maschio del quale è lieta che egli sia omosessuale e non… frocio! Differenza che lei ritiene considerevole.

Una stabilità interrotta bruscamente: Marco è colto da una sorta di eterosessualità improvvisa! Ama una donna!?

La certezza si sgretola. Suo figlio eterosessuale!? Grande tragedia da parte della madre: cosa diranno i parenti… i vicini!? Che vergogna!

        Isabella chiede complicità al migliore amico di suo figlio: Dodo - anche lui omosessuale ma con una netta differenza: è frocio! (a detta di Isabella...) -.

          Fin dall’inizio si evince un “gioco delle parti”: Marco, Isabella e Dodo adotteranno tutti un  ruolo quasi paradossale ma credibile in questa  nuova situazione.

          Dallo svolgimento si metteranno in luce varie “debolezze”, paure, grandi sensibilità e crudeltà. Ognuno di loro, di sicuro, non è quel che sembra o quello che vorrebbe far credere all’altro… di conseguenza, al pubblico.

          Solo alla fine si riveleranno le vere "intenzioni" e i comportamenti dei personaggi che induce a riflettere sulle varie sfaccettature dell’essere umano.

          La storia che si racconta non è del tutto frutto della fantasia dell’autore. Bensì, ha più di uno spunto dalla vita reale. Quindi, si consiglia di cercare di non avere interferenze nelle vostre storie sentimentali: potreste trovarvi in una situazione simile se non più paradossale di questa.

          Un altro consiglio? Emigrate su di un’isola deserta con la persona che amate! Considerate, però, che la convivenza a lungo andare, deteriora i rapporti. Ma che conta se dura poco…? L’importante è viverla fino in fondo… a tutti i costi!!! Giusto?

 

                                                                                                 Lorenzo De Feo

info@lorenzodefeo.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indietro