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STOMP: combinazione unica di percussioni, movimento e commedia visuale, nato nel 1991 a Brighton - Regno Unito - da una collaborazione decennale tra i suoi creatori: Luke Cresswell e Steve McNicholas. Assieme produssero, finanziarono e diressero STOMP che ebbe le sue anteprime al Bloomsbury Theatre di Londra e debuttò all’Assembly Rooms in Edimburgo, dove divenne il “Critic’s Choice” del Guardien e vinse il premio “Best of the Fringe” del Daily Express. Tra il 1992 e il 1994 STOMP andò in scena in teatri esauriti di tutto il mondo: da Hong Kong a Barcellona, da Dublino a Sydney. La tournée culminò, nel gennaio ’94, in una serie di repliche al teatro Sadler’s Wells di Londra, dove STOMP ricevette la nomination all’Olivier, l’Oscar inglese per il teatro, per il “Miglior Intrattenimento” e vinse il premio per la “Miglior Coreografia in uno spettacolo del West End”.

Una versione su vasta scala di STOMP, che coinvolse fino a 30 membri del gruppo, fu originariamente create per il Festival di Brighton e fu, in seguito, presentata a Melbourne. Nel ’95, all’aperto, all’Acropoli di Atene e alla Royal Festival Hall di Londra.

Una produzione che ha battuto tutti i record di incasso al botteghino.

Numerosi sono stati i lavori pubblicitari e cinematografici che hanno visto protagonista il cast di STOMP. La lista dei premi vinti è lunga.

Sono stati creati quattro cast – stando alle ultime notizie – per girare il mondo con STOMP.

Tra i molti fattori che creano l’incantesimo di STOMP è senza dubbio il ritmo. Riescono a farlo con qualsiasi attrezzo quotidiano: scope, scatole di fiammiferi, giornali, latte dell’olio, bidoni della spazzatura.

Alla base un emozionante istinto musicale. Come definire gli artisti di STOMP, musicisti/percussionisti, attori, ballerini, mimi? Sono tutto quello che si potrebbe vedere e ascoltare in teatro o per… strada!

Descrivere lo spettacolo è complesso. E’ un lavoro teatrale che non ha una trama, non ha dialoghi e non ha una melodia particolare: è ritmo! In primis, ritmo; poi, movimento e una buona dose di comicità.

         Una curiosità: il termine STOMP è inventato; è il rumore di uno stivale o scarpone che picchia sulla terra. Un po’ come avviene nel linguaggio dei fumetti.

         Luke e Steve nello scegliere i componenti delle compagnie si basano soprattutto nelle personalità; perché sostengono che si può insegnare a qualcuno, per gradi, come suonare le percussioni e come recitare ma non si può tirar fuori la personalità o carisma di qualcuno: ci deve essere fin dall’inizio e del tutto naturale. Così cercano persone, ovviamente, col senso del ritmo ma anche col senso dell’avventura, che vogliono portare avanti un progetto e creare qualcosa loro stessi. C’è tanto spazio, in STOMP, a disposizione delle persone che vogliono aggiungere le loro idee e tirar fuori il proprio carattere e quello che hanno dentro. Questo, ancora una volta, frena il semplice essere percussionisti: una combinazione fra ballerini, percussionisti e attori. Insomma, l’azione reciproca fra i personaggi nello spettacolo oltrepassa, nel vero senso della parola, la personalità stessa di ciascun artista: come delle versioni esagerate di loro stessi.

         STOMP è la prova che si può fare musica con qualsiasi cosa, sia colpendo una lattina o prendendo dei sassolini. La cosa più difficile sta nel dare una sorta di logica interna; sia che sia il motivo che lo rende umoristico, o che sia drammatico, ma ci deve essere qualcosa, altrimenti sarebbe solo un limitarsi a suonare oggetti: suoni e musica e basta! In STOMP tutto ha un motivo di esistere ed è un continuo crescente, proprio come un testo teatrale ben strutturato ed egregiamente interpretato.

         STOMP ha un messaggio? Si chiedono gli spettatori. Probabilmente invita a pensare che si può fare qualcosa col nulla; per esempio, usando rottami, attrezzi e oggetti quotidiani per fare musica e far nascere l’aggregazione tra individui e personalità diverse. Fatto sta, che è difficile lasciare il teatro, dopo lo spettacolo, e non cercare di suonare ogni oggetto sul percorso verso l’uscita.

         Tutto sommato, l’idea è un’idea estremamente semplice, non vi sono dubbi a riguardo, ma è messa in scena con immenso entusiasmo, sudore e tanta allegria.

La sensazione che ti lascia dentro è di pura energia che ti fa pensare positivo: “Ho un’idea che non ho mai realizzato. Voglio provarci, ora!”. Non è detto che debba essere per forza un’idea ritmica o di spettacolo, potrebbe essere qualunque idea. Allora, senza pensarci troppo… Alzati, vai e fallo!

La musica, in ogni cosa, astratta o concreta, è sempre lì se si sa trovare!

 

 

STOMP!

    Pop Art per le orecchie, ritmo per gli occhi, teatro per i piedi…

di Lorenzo De Feo articolo pubblicato su "Infonòpoli"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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